La Storia del Long Island Iced Tea – Story
Long island iced tea uno dei più famosi cocktail bevuti al mondo, fù inventato nel periodo del proibizionismo americano e con l’aggiunta di top di coca cola diventa molto simile ad una bevanda analcolica come un the freddo, da questo viene preso il nome del cocktail. Ripeto uno dei migliori cocktail al mondo che mette insieme i migliori distillati in un unico cocktail.Fresco e dissetante, forte e leggero allo stesso tempo, sembra molto facile da costruire ma insieme ai distillati e alla coca cola abbiamo l’aggiunta di sweet e sour sarebbe sciroppo di zucchero e succo di limone, che se si sbaglia a miscelare il nostro long island icead tea cambierà subito gusto

un drink la cui storia parla chiaro … inventato per ripicca verso l’autorità statale che proibiva gli alcolici … non ha nulla di “tecnico”, è solo un mix spropositato e senza identità … per me da bocciare su tutti i fronti, ma resta uno dei più bevuti al mondo senza dubbio !!!
Mariano , vedo che sei del settore, infatti hai toccato i 3 punti fondamentali del drink… è richiestissimo, è fuori dai canoni di composizione di un drink… e si prendeva gioco delle autorità come dicevi tu. A mio avviso se proposto non troppo carico di alccol resta una bevanda piacevole (gusto personale)… peccato che molte volte venga scambiato come beverone per “sballare” in tempi rapidi. ciao e alla prossima.
D’accordissimo con Marco! Aggiungerei solo che, se fatto da barmen preparati, le basi alcoliche raggiungono al max. i 6 cl. Se invece mixato da “improvvisati” baristi, i numerosi ingredienti possono indurre a comporre il drink con 8-10 cl. di alcolico e questa ragazzi è roba da arresto. Se aggiungiamo che, spesso, dove c’è pessimo personale ci sono spesso pessimi distillati… :-((
Inoltre, la qualità del “nostro” sweet and sour inciderà notevolmente nel cocktail e lo farà spaziare tra il pessimo e il buono.
Circolano altre “leggende” sulla nascita del Long Island:
quella inserita da Alessia è la più famosa e forse veritiera. Quindi, ricetta originaria degli anni ’20 (proibizionismo 1919-1933) e riscoperta all’epoca della contestazione studentesca durante un concerto grunge oppure semplicemente tornata alla ribalta perchè allora (e tuttora) i giovani americani sono impossibilitati a bere alcolici al di sotto dei ventuno anni.
Un’ altra ci dice che il Long Island Iced Tea fu servito la prima volta nei tardi anni settanta da Robert (Rosebud) Butt, un barista dell’Oak Beach Inn, nella città di Babylon, LongIsland, New York
Ancora: il signor JS Moore sostiene che “Long Island Iced Tea isn’t from New York at all. It first surfaced in the 1920′s in a community called Long Island in Kingsport Tennessee.
The inventor of it was Old Man Bishop. He passed the recipe on to his son Ransom – who perfected the drink in the 1940′s. This is a fact…
There was another drink from Long Island called Tap Water that has a different name these days, due to patrons not wanting to be poured water from the sink when they ordered it.”
Bye,Leo
il long island nl 99% dei casi e miscelato da barbari comunque non lo considero neanche un cocktail….avete mai provato ad assaggiare la base del longisland puro e semplice, e come bere la grappa, il miscuglio dei diversi ceppi di distillati provoca un annullamento delle loro caratteristiche…
se queste sono le basi, io lo faccio solo in discoteca per i neo-maggiorenni
le discussioni su questo drink dureranno all’infinito … ad ogni modo, per coerenza mi trovo d’accordo con carlo … tutti gli ingredienti mixati tra loro non fanno altro che annullarsi e non conferiscono nulla a livello organolettico … a livello di aneddoti può sembrare persino interessante, ma non innalzatelo al rango di cocktail, per favore !!!
Bhe, che dire…in parte sono d’accordo con voi però il drink esiste e se fatto in un certo modo non è male. Ripeto però che le condizioni ottimali sono: prodotti di buona qualità (non ottima), dosaggi giusti, S&Sour ben preparato. Ci sono migliaia di cocktails migliori e la sua popolarità è probabilmente data dal fatto che, avendo (almeno) 4 prodotti alcolici all’interno, viene ordinato pensando che uno si sballa subito. Se il “nostro buon barman” mettesse (come da ricetta) 6 cl d’alcolici…
Non sono d’accordo che i prodotti si annullano, casomai nelle giuste proporzioni, si bilanciano; questo, in un cocktail, è tutt’altro che negativo.
Personalmente, in accordo con la proprietà del locale, non miscelo cose molto più assurde, tipo: l’”Invisibile” detto anche “4 bianchi” e la sua versione alla fragola (che fantasia!). Gentilmente dico al cliente (di solito un ragazzino) che noi non lo facciamo e non ho mai avuto proteste. Magari, proponendo qualcos’altro, la soddisfazione arriva dalle facce al momento dell’assaggio della bevuta proposta
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